Fontana Pianoscarano

Pianoscarano
Fu custruita nel 1367 dopo che la precedente del XII fu distrutta  perchè uno dei servi del cardinale francese Carcassona, fece lavare il proprio cane nell’acqua della fontana. Una donna del quartiere protestò visto che quella era l’unica acqua potabile ,dei servi francesi la insultarono e gli abitanti di Pianoscarano accorsero in sua difesa. Nella rissa la donna fu uccisa. Divampò una lotta tra i viterbesi e la corte papale. La popolazione assalì le abitazioni dei cardinali,in soccorso del pontefice accorsero rinforzi da numerosi paesi .Viterbo fu costretta a chiedere la pace. La reazione papale fu molto dura,vennero impiccati 10 ribelli furono impicccati altri 50 viterbesi furono imprigionati. Furono demolite le torri fino all’altezza dei tetti,la fontana, le mura furono risparmiate.

Questa fontana, che sorge al centro del quartiere è sempre stata un punto di ritrovo per la gente di Pianoscarano.

Nel periodo di vendemmia quando è necessario lavare le botti ,la fontana, era presa d’assalto per accaparrarsi il posto più vicino. Venne stabilito che il turno venisse assegnato in base ai tempi impiegati per rotolare la proprio botte sulla salita che collega la via alla fontana. Ancora oggi questa usanza viene tramandata nel palio delle botti che si tiene a fine settembre alla “festa dell’uva”. La forma a fuso,comune a tante fontane viterbesi, è giudicata, architettonicamente una delle più belle. Rispetto alle altre è meno antica Un piccolo mistero è celato dalla fonte.Due figure sconosciute,un Vescovo e un santo sono scolpite su due facce poste sopra i leoni,oggi ormai poco  visibili. La fontana ha la vasca a colonnine e rincassi.Il complesso è formato da una colonna che sorregge un prisma esagonale,sui cui lati appaiono, attraverso archetti ogivali,sostenuti da colonnine tortili,sculture riproducenti il leone viterbese.