Museodiffuso di Canepina

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maggio 5, 2012

Santuario dell’Arcella

L’Arcella, nella valle del Rio Francina, è forse il luogo più suggestivo di Canepina, per il suo silenzio, le sue acque limpide e per la presenza di resti archeologici relativi ad una roccaforte. Sono tuttavia i tre grandi massi di roccia vulcanica, uno a forma di cuneo, uno sagomato a dado e il terzo  a forma di triangolo rettangolo, interpretabili come altari, che danno sacralità a quest’area considerata il Santuario delle Acque di Canepina. Dei tre monumenti rupestri il più singolare è quello a forma di triangolo rettangolo, scoperto negli anni ’60 da un gruppo di ragazzi canepinesi. L’altare, databile al I-II d.C., presenta sulla fronte una specchiatura rettangolare all’interno della quale sono incisi, su cinque righe, una dedica alla Bona Valetudo da parte di Cneus Pacilius Marva, seviro a Sutri e Augustale a Falerii, e poi una consacrazione da parte di Pacilia Primitiva alla Bona Bonadia Castrensis. Si trattava sicuramente di un santuario in cui si celebravano diversi culti, anche se il ruolo principale era rivestito dalla Valetudo, divinità specifica delle acque, mentre la Bonadia doveva essere il nume tutelare dell’intero complesso montano.

 

 

 

 

 

 

 

 

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