Museodiffuso di Canepina

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maggio 5, 2012

S Amanzio

Chiesa di Sant’Amanzio

Della Chiesa, definita  “rurale” nei documenti antichi e posizionata lungo la via Francigena, si hanno notizie per la prima volta nella Visita del 1630. Sembra che fosse stata costruita dagli abitanti di Canepina, che la dedicarono, come si può leggere sulla facciata all’interno di una fascia geometrica, alla Vergine Madre di Dio e a Sant’Amanzio (DEIPARAE VIRGINI ET AMANTIO M DICATVM), il santo che si adoperò per lenire le sofferenze degli ammalati ed al quale la tradizione popolare attribuì poteri miracolosi nell’annientare i serpenti. Sostenuta fin dalla sua costruzione dalle elemosine della gente ebbe ben presto bisogno di pesanti interventi di ristrutturazione e perciò venne affidata alla famiglia Chiatti, proprietaria del terreno accanto alla quale era costruita. Successivamente tutta la proprietà Chiatti passò alla famiglia Rem Picci, che cercò di risistemare ed abbellire la piccola chiesa. Nel 1975 Matilde Rem Picci riprodusse in una tela, incassata in un’antica cornice poggiata sull’altare, l’immagine di Santa Lucia, il cui dipinto originario era stato trafugato. La chiesa è un tempietto a pianta quadrata di sobria e solida architettura del tardo Seicento. All’interno della chiesetta, al di sopra dell’altare vi è una tempera su tela (m.1,30 x 0,80, del 1849) opera di Tommaso De Vivo raffigurante Sant’Amanzio nell’atto di ricevere da Gesù Bambino, seduto sulle ginocchia della Madre, la palma del martirio. Nella parete di destra c’è un dipinto che raffigura la Madonna della Pace con ulivo e il Bambino Gesù, accanto sono conservate, all’interno di una piccola urna, le ceneri dell’ing. Giorgio Rem Picci morto nel 1989 e ricordato dai famigliari in una piccola lapide. La campana (che reca la data del 1102, ma che da studi recenti sembra ritenuta un falso ottocentesco) sembra fosse situata, durante la seconda guerra mondiale, in cima al tetto dell’abitazione della famiglia Rem Picci; presenta un piccolo foro provocato dalle armi tedesche. Oggi è stata collocata, per motivi di tutela, nella parete di sinistra con una incastellatura in ferro. Sullo stesso lato si può ammirare un bel dipinto di scuola napoletana, che rappresenta S. Anna, S. Gioacchino e la piccola Maria.

 

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