Museodiffuso di Canepina

Capaci di mostrarci
maggio 5, 2012

Proprietà Rem Picci

La proprietà dei Rem Picci

 

Nel 1860 il Moroni, nel “Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastico”, definiva graziosa ed amena la villa del cavaliere Agostino Rem Picci, il cui giardino all’italiana era ricco di anticaglie, ossia orci, giare, frammenti di epoca romana…Oggi attraverso un cancello in ferro, posto sulla sinistra della chiesetta di Sant’Amanzio, parte del complesso residenziale, si accede ad un piccolo giardino all’inglese. Nella lunetta del cancello vi è uno stemma nobiliare: 2 spighe di grano sui tre monti dello Stato Pontificio. Nel giardino si conserva un’ara in peperino di epoca romana, rinvenuta in località Collicciano, nel 1834 quando la zona era anch’essa di proprietà della famiglia Rem Picci. L’iscrizione, disposta su 3 righe, dedicata ai Lari, molto probabilmente fa riferimento ai Lares Semitales, numi tutelari dei viandanti e dei sentieri, la cui protezione era essenziale nella selva che i romani trovarono, come raccontato dallo storico romano Livio, difficilmente praticabile e poco ospitale. Il giardino a destra degrada verso la campagna. Nell’angolo dove inizia il muro di recinzione si erge

una torretta circolare in mattoni di cotto, che aveva la funzione di bagno e non di vedetta come si potrebbe dedurre dalla sua posizione. All’interno del giardino si possono ammirare vasche da macero per la canapa di forma circolare e rettangolare. La proprietà comprendeva anche l’attuale giardino pubblico comunale “Giacomo Rempicci e Carlotta di Maio” di via Giovanni XXIII,  un tempo parte dell’ampio parco della villa, donato nel 1968 dalla famiglia al Comune di Canepina.

villa_rempicci